Il nuovo RadMan 2 - basta accenderlo per lavorare in sicurezza nei campi elettromagnetici

Il RadMan 2 di Narda, solitamente indossato sul corpo, può essere staccato facilmente dal suo supporto con una sola mano, ad esempio per effettuare il monitoraggio isotropo dell’esposizione al campo durante la ricerca di perdite ai connettori di cavi. Una cordicella di sicurezza evita un’eventuale caduta del dispositivo qualora scivoli di mano (PresseBox) ( Pfullingen, Germania, )
Chiunque sia esposto per lavoro a campi elettromagnetici (CEM) ad alta intensità, deve godere sempre della massima sicurezza. Ciò vale soprattutto in prossimità di antenne radar, impianti di diffusione radiotelevisiva o stazioni radio base per la telefonia mobile nonché nelle vicinanze di impianti industriali per la fusione e la saldatura ad alta frequenza. Al fine di escludere ogni rischio per la salute, è essenziale indossare un dispositivo di protezione individuale (DPI) che dia l’allarme in maniera assolutamente affidabile quando i valori relativi al CEM hanno raggiunto un livello critico. Per questo complesso compito di monitoraggio, Narda Safety Test Solutions ha ora sviluppato il RadMan 2, anche in vista delle future applicazioni 5G. Questo monitor piccolo e maneggevole che si indossa sul corpo, avverte in maniera insistente, tempestiva e soprattutto affidabile in presenza di livelli di esposizione ai campi elettromagnetici inammissibili, come nessun altro dispositivo del suo genere.

Il nuovo dispositivo per il monitoraggio delle radiazioni coniuga perfettamente innovazioni intelligenti e l’esperienza decennale del leader di mercato con le tecnologie comprovate e ampiamente collaudate del suo predecessore, il monitor personale più venduto al mondo. Grazie a questa combinazione unica nel suo genere il RadMan 2 definisce a nuovo gli standard di sicurezza di oggi e del futuro in fatto di CEM. La messa in funzione e l’utilizzo sicuro sono estremamente semplici, soprattutto per gli operatori che non sono generalmente esperti di tecnologia di misura. Il “test automatico dei sensori”, ad esempio, è una funzione nuova che verifica il corretto funzionamento dei sensori subito dopo l’accensione del dispositivo. Questo test è stato realizzato nel RadMan 2 per la prima volta in un monitor personale e serve a garantire la massima sicurezza, rendendo superfluo l’uso di un generatore di test esterno finora necessario. Al momento dell’accensione viene inoltre controllato e visualizzato lo stato di carica delle batterie. Il RadMan 2 offre un’autonomia di ben 800 ore di esercizio con una sola carica. L’utilizzatore non deve preoccuparsi di nulla e può concentrarsi subito sul suo lavoro con un dispositivo pronto all’uso.

La maggiore copertura di frequenze

Il RadMan 2 viene offerto sul mercato in due versioni: un modello più economico per gamme fino a 8 GHz in versione “slim” e con meno funzioni, ma con la stessa protezione premium tipica di Narda di cui dispone anche il “fratello maggiore”, concepito per gamme fino a 60 GHz (XT). Con la maggiore copertura di frequenze attualmente sul mercato, il dispositivo è in grado di avvertire in qualsiasi momento e in maniera affidabile anche in presenza di frequenze radio e radar o di onde millimetriche del 5G.

Assorbitore di RF per una maggiore precisione

Dopo ormai oltre 20 anni, il RadMan 2 segue le orme dell’originale di successo come degno successore. E dal suo predecessore ha ereditato le caratteristiche migliori. Un esempio: solo grazie al suo speciale assorbitore di RF, il dispositivo indossato direttamente sul corpo è in grado di misurare i campi elettromagnetici senza compromettere la precisione del risultato. Le riflessioni dei segnali causate dal corpo altererebbero altrimenti il risultato visualizzato, con conseguenze negative per la sicurezza. Il materiale assorbente del nuovo dispositivo è saldamente integrato nel suo supporto speciale per l’imbracatura e la cintura e, se usato correttamente, resta automaticamente sempre al suo posto, tra corpo e sensore, anche dopo aver sganciato il dispositivo.

Sensori di campo E e di campo H

Il monitor personale è dotato sia di sensori di campo E (elettrico) che di sensori di campo H (magnetico) per l’utilizzo nel campo vicino e lontano di antenne TV e radio. Contrariamente al campo lontano, nel campo vicino il campo elettrico e quello magnetico sono indipendenti l’uno dall’altro e l’utilizzatore può muoversi in aree che presentano un forte campo magnetico e un campo elettrico molto debole o viceversa. Con il RadMan 2 non è necessario che l’utilizzatore sappia in quale campo si trovi, tanto meno che esegua attivamente delle impostazioni sul dispositivo. Il dispositivo emette l’allarme indipendentemente dal tipo di campo e dalla distanza dalla sorgente delle radiazioni. In ogni caso sarà sempre il valore più alto dei due a far scattare automaticamente l’allarme.

Il monitor personale si può sganciare facilmente dal suo supporto con una sola mano. Una volta staccato, l’utilizzatore può rilevare i dati di misura in maniera isotropa, ovvero indipendentemente dalla direzione. Ciò garantisce la visualizzazione sicura di tutti gli hotspot sia nel campo E che nel campo H, indipendentemente dall’orientamento del dispositivo. In tal modo sono praticamente escluse eventuali valutazioni errate, poiché il dispositivo non ha un “angolo morto”.

Funzioni speciali della versione XT: ricerca dei toni e modalità “Pulse”

Grazie alla funzione di ricerca dei toni, la versione XT consente all’utilizzatore di effettuare una ricerca precisa di perdite (Immagine 1) con il dispositivo in mano, ad esempio su guide d’onda o su collegamenti a vite coassiali. Modificando l’altezza tonale man mano che si avvicina una sorgente di campo, l’utilizzatore può inoltre verificare in maniera rapida, semplice e affidabile se l’antenna è effettivamente spenta prima di salirci. Un’ulteriore funzione del modello XT (Immagine 2) è la modalità “Pulse” per il rilevamento sicuro di segnali a impulsi brevi. Quando è attivata questa impostazione, l’allarme scatta molto più velocemente. Questa funzione è ad esempio necessaria, quando un tecnico effettua delle misure in prossimità di un un’antenna radar rotante e viene raggiunto dalla radiazione solo per un breve momento.

Conformità automatica con gli standard vigenti

Ogni volta che il RadMan 2 emette un allarme, lo fa automaticamente sulla base di valori corretti e conformi agli standard vigenti. L’esposizione effettiva in percentuale dell’attuale valore limite superiore in conformità all’ICNIRP, la direttiva 2013/35/UEU, FCC o il Safety Code 6 fa scattare l’allarme. Il dispositivo tiene conto del fatto che i valori limite consentiti definiti negli standard vigenti dipendono dalla frequenza e che le rispettive soglie d’allarme possono pertanto variare. Questo rappresenta un enorme vantaggio per l’utilizzatore che non deve né impostare attivamente il valore limite attuale sul dispositivo, tanto meno fare un calcolo complicato dei valori visualizzati. A questo ci “pensa” completamente il RadMan che grazie alla funzione brevettata di “shaping con valutazione della risposta in frequenza” calcola automaticamente sempre le soglie d’allarme corrette.

Tutti i risultati rilevati di ogni singolo intervento di lavoro possono essere documentati in maniera capillare. A tal fine, il registratore di dati interno registra continuamente tutti i valori di esposizione rilevati per il campo E e per il campo H per una successiva valutazione o elaborazione al PC.

La sicurezza del nuovo monitor personale di Narda è ulteriormente migliorata non solo dal fatto che si testa automaticamente e del tutto da solo, ma che è anche progettato in modo ottimale per l’utilizzo in ambienti di lavoro difficili. Il suo involucro robusto è ermetico e pertanto adatto all’uso outdoor. Grazie al suo grado di protezione IP 65 è protetto in maniera efficace contro la polvere e l’umidità.

Display e segnali d’allarme

L’allarme del nuovo dispositivo è ancora più insistente e percepibile. Ogni volta che viene superato un valore limite, in presenza di qualsiasi condizione d’uso, l’utilizzatore che lavora nel campo viene avvertito da un allarme più forte, più luminoso e addirittura vibrante. Anche se il monitor viene indossato sul petto, il nuovo grande indicatore d’allarme luminoso che emette una luce rossa ed è ben visibile dall’alto, attira perfettamente l’attenzione dell’utilizzatore. Sei LED sulla parte anteriore del dispositivo indicano gradualmente, dal 5 al 200%, quanto l’attuale esposizione al campo si avvicini al valore limite ammesso. Al superamento del 50% viene emesso un forte allarme, il dispositivo lampeggia e vibra. L’allarme ottico e acustico diventa ancora più intenso al secondo livello di allarme, ovvero a partire dal 100%, segnalando chiaramente all’utilizzatore di allontanarsi subito dall’area di pericolo. Le diverse tipologie di segnale (ottico, acustico e meccanico) assicurano che l’utilizzatore non si perda nessun allarme, neanche se viene attutito da spessi strati di indumenti, contrariamente ad altre soluzioni che ricorrono esclusivamente a un allarme vibrante.

Ricapitolando

All’avvento del nuovo standard di comunicazione mobile è legata una forte espansione delle reti di telefonia mobile. A differenza delle tecnologie precedenti, il 5G utilizza frequenze più alte, comportando tuttavia una riduzione della portata. Con il RadMan 2 gli esperti di sicurezza Narda STS sono riusciti a rendere ancora più sicura un’icona della sicurezza sul lavoro nei campi elettromagnetici già ampiamente riconosciuta, grazie a funzioni come il comprovato monitoraggio contemporaneo dei campi E e dei campi H con valutazione della risposta in frequenza conforme all’ICNIRP, un test automatico dei sensori unico nel suo genere che si attiva all’accensione del dispositivo e un allarme luminoso a LED perfettamente visibile. Ma anche grazie all’estensione della gamma di frequenza a 60 GHz in vista delle future applicazioni 5G, alla modalità “Pulse” o al miglioramento dell’idoneità all’utilizzo outdoor con un involucro protetto secondo IP 65. Il dispositivo di test e di allarme dell’ultima generazione di Narda offre la massima sicurezza rendendo udibili, visibili e palpabili i campi elettromagnetici invisibili, almeno quando si avvicinano ai valori limiti vigenti a livello internazionale. Esclude in maniera sistematica eventuali fonti di errore come riflessioni, guasti al dispositivo o utilizzo errato, garantendo il massimo livello di sicurezza durante il lavoro in campi elettromagnetici critici.
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